
Quasi 2,5 milioni di euro per sostenere l’assunzione di 30 ricercatori altamente qualificati nelle imprese dell’Emilia-Romagna e rafforzare il trasferimento delle competenze dal sistema universitario al sistema produttivo regionale. È il risultato del primo bando regionale dedicato ai progetti di ricerca e sviluppo che prevedono l’inserimento in azienda di dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori universitari.
Sono 25 i progetti approvati dalla Giunta regionale che consentiranno di attivare in altrettante aziende investimenti sul territorio pari a 4,5 milioni di euro. Tutte le iniziative prevedono attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, accompagnate dall’assunzione di personale altamente qualificato.
L’iniziativa, promossa nell’ambito della legge regionale del 2023 su attrazione e valorizzazione dei talenti ad alta specializzazione, rappresenta uno strumento innovativo nel panorama nazionale per contrastare la cosiddetta fuga dei cervelli e favorire l’innovazione delle imprese emiliano-romagnole.
“Questo bando dimostra che in Emilia-Romagna la ricerca non resta nei laboratori, ma diventa innovazione, competitività e buona occupazione- afferma il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Si può fare una politica industriale fondata sulla conoscenza, investire nei ricercatori significa investire nella capacità delle imprese di innovare, crescere e competere sui mercati internazionali. Vogliamo contrastare concretamente la fuga dei talenti, creando occasioni di lavoro qualificato e rafforzando il legame tra il nostro sistema universitario, il tessuto produttivo e la manifattura avanzata. È questa l’alleanza che consente di affrontare le transizioni digitale ed ecologica e la crisi demografica, senza lasciare indietro nessuno. Ed è questa la strada, in linea con il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale, che vogliamo percorrere con ancora maggiore determinazione per far crescere i nostri territori”.
Sempre con l’obiettivo di sostenere le imprese dell’Emilia-Romagna nel reperire profili di ex ricercatori da inserire in attività di ricerca e sviluppo, è stato anche sviluppato a cura di Art-ER, “Research Profiles“, un dataset di profili di dottori di ricerca o ex ricercatori qualificati nelle università regionali. In poche settimane di promozione, si sono iscritti circa 900 profili di ex ricercatrici e ricercatori, consultabili oggi da qualsiasi impresa interessata.
I progetti finanziati nelle province
La graduatoria del bando restituisce l’immagine di un ecosistema regionale dell’innovazione ampio e trasversale. I 25 progetti finanziati in tutte le province dell’Emilia-Romagna vedono imprese di rilievo internazionale attive in settori come le biotecnologie industriali e la ricerca farmaceutica, l’intelligenza artificiale e lo sviluppo software. E ancora, realtà produttive nei campi della robotica e automazione, aerospazio, meccanica di precisione, transizione ecologica, agroalimentare, packaging, ambiente e servizi digitali.
Sono presenti sia startup innovative e spin-off universitari sia aziende manifatturiere consolidate e grandi realtà industriali, a conferma della diffusione trasversale della domanda di innovazione nel tessuto economico dell’Emilia-Romagna.
Nel Bolognese sono stati finanziati otto progetti delle imprese: Sacmi Cooperativa Meccanici Imola, Italian Quality Company srl, Optit Srl, HIghSenseTech srl, Juno Design srl, Nautilus – Navigation in Space Srl, Transmed Research Impresa Sociale srl e Cooperativa sociale Società Dolce.
Nel Modenese i quattro progetti approvati sono delle aziende Crit srl, Skybackbone Engenio srl, DataRiver srl, Hipert Srl e nel Ravennate i progetti sono tre rispettivamente nelle aziende Tampieri spa, Rosetti Marino spa, Unitec spa.
Nel Riminese si trova l’azienda Geat srl, e nel Ferrarese la Emodial srl e la MEEO srl; in provincia di Forlì–Cesena i quattro progetti sono di Biosphere srl, Romagna Tech Scpa, Sogliano Ambiente Spa e Il Panificio di Camillo srl.
Nel Parmense i progetti sono della New Office Automation (Noa) Software Srl; nel Reggiano il progetto finanziato è della RE:Lab Srl e nel Piacentino della J&W Srl.
I contributi regionali concessi vanno da circa 43mila euro fino a 291.400 euro, per singolo progetto.
L’intelligenza artificiale generativa e il machine learning – la capacità dei computer di migliorare le proprie prestazioni senza essere programmati esplicitamente -, rappresentano il filo conduttore dei piani di lavoro dedicati alla gestione della conoscenza nelle aziende, alla manutenzione predittiva, alla gestione di impianti e infrastrutture e al supporto ai processi decisionali. Accanto a queste si sviluppano attività nelle biotecnologie e nelle life sciences, nella robotica, nella sensoristica avanzata, nell’automazione industriale, nella decarbonizzazione, nell’economia circolare e nello sviluppo di nuovi materiali e sistemi di packaging sostenibile.
Le imprese assumeranno complessivamente 30 ricercatori con competenze altamente specialistiche: ingegneri, informatici, chimici, matematici e statistici, geologi e tecnici dell’ambito medico-sanitario.
Vista la risposta positiva delle imprese, a settembre è in programma la pubblicazione di un nuovo bando per finanziare altri progetti di ricerca e sviluppo.

