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Piano Urbanistico Generale. Inizia a Bologna il percorso verso l’adozione del nuovo strumento di pianificazione della città

La Giunta guidata dal Sindaco Virginio Merola ha assunto, nell’ultima riunione, la proposta di Piano Urbanistico Generale (PUG) che è stato redatto secondo le disposizioni della “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio” (legge 24/2017 della Regione Emilia-Romagna).

La legge prevede che il nuovo Piano Urbanistico Generale unifichi in sé i tre strumenti urbanistici che sono oggi in vigore – Piano strutturale comunale, Regolamento urbanistico edilizio e Piani operativi comunali – e li conformi ai nuovi contenuti stabiliti dalla regione Emilia-Romagna.

Si tratta quindi di un cambiamento sostanziale e di un passaggio tra due diversi modelli di governo del territorio. Il Piano Urbanistico Generale assunto rappresenta la sintesi di un percorso che prende atto che l’espansione è finita e occorre lavorare rigenerando la città esistente e la comunità urbana che la abita. Vanno quindi assunti come principali punti di vista la necessità di una sempre maggiore resilienza ambientale, l’opportunità di sostenere l’attrattività della città e l’offerta qualificata di lavoro, il bisogno di garantire abitabilità e inclusione.

La cornice che sottende il documento è quella degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e dell’Agenda urbana europea alla quale il Comune di Bologna ha dato il suo contributo coordinando la partnership per l’uso sostenibile di suolo.

La visione è quella di una città innovativa e sostenibile, una città della prossimità che proponga un migliore tempo di vita per i cittadini, dove ogni servizio sia facile e accessibile in un breve spazio dalla propria abitazione. Questo sarà, ad esempio, uno degli effetti della rete tranviaria prevista dal Piano urbano della mobilità sostenibile.

Con l’assunzione da parte della Giunta si può dire che la città di domani inizia oggi, attraverso un processo che durerà fino alla fine dell’anno e che consentirà di migliorare la proposta del Piano Urbanistico Generale, raccogliendo idee da cittadini e tecnici.

In primavera, per due mesi da marzo a maggio, si potranno inviare le osservazioni: per i cittadini attraverso incontri pubblici e infopoint, per i tecnici attraverso i contatti dedicati. Tra giugno e luglio di quest’anno la Giunta esaminerà le osservazioni e in Consiglio comunale si discuterà e approverà il Piano Urbanistico Generale che verrà poi inviato al Comitato Urbanistico per l’espressione di parere. Tra ottobre e novembre il Piano tornerà in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva e l’adozione che avverrà entro quest’anno.

Ma il percorso per arrivare alla proposta del Piano Urbanistico Generale è stato altrettanto aperto alla città. È infatti iniziato nel 2018 con la costituzione del gruppo di lavoro intersettoriale nell’Amministrazione che ha lavorato con la collaborazione di esperti e in sinergia con la Città metropolitana (il Consiglio metropolitano ha da poco dato il via libera agli obiettivi strategici del futuro Piano Territoriale Metropolitano). Il gruppo di lavoro ha coinvolto anche i diversi soggetti portatori di interesse per rendere il percorso di pianificazione il più possibile inclusivo e partecipato e ricevere contributi sugli argomenti trattati e indicazioni metodologiche per la predisposizione del piano. In collaborazione con la Fondazione per l’Innovazione Urbana, si sono svolti incontri nei quartieri con i corpi intermedi, assemblee aperte a tutta la cittadinanza, cinque focus group con gli stakeholder della città, sei percorsi guidati nei diversi quartieri, un questionario on line diviso in sezione tematiche.

Gli obiettivi

Gli obiettivi fissati dalla proposta del Piano Urbanistico Generale sono tre:

  • Resilienza e ambiente
  • Abitabilità e inclusione
  • Attrattività e lavoro

Ciascuno dei tre obiettivi definisce quattro strategie alla scala urbana che introducono importanti novità in una strategia di pianificazione.

Così le strategie per quanto riguarda “Resilienza e ambiente” si occupano di assicurare salute e benessere a chi abita la città oggi e a chi la abiterà domani minimizzando i rischi del cambiamento climatico e sostenendo la transizione energetica e l’economia circolare.

Le strategie per “Abitabilità e inclusione” intendono sostenere la crescita demografica offrendo abitazioni e servizi di qualità cui possano accedere famiglie, giovani e studenti.

Le strategie per “Attrattività e lavoro” vogliono rafforzare le infrastrutture sopra e sottosuolo per sostenere l’innovazione e la crescita economica.

Tali strategie si declinano nel territorio attraverso 24 progetti (“Strategie locali”), che coprono tutta la città e descrivono le prospettive di rigenerazione urbana che si possono conseguire attraverso la riqualificazione di spazi ed edifici pubblici, il miglioramento delle connessioni pedonali e ciclabili, l’incremento del verde e della eco-rete urbana. Le strategie locali sono state disegnate anche riprendendo le informazioni e i bisogni emersi nei Laboratori di quartiere e con il Bilancio partecipativo, e sono il riferimento per valutare l’interesse pubblico delle proposte di accordo che saranno formulate dai privati.

All’interno di queste strategie locali i nuovi progetti per lo Stadio e il quadrante nord (Fiera), luoghi polifunzionali dagli usi molteplici, troveranno spazio per la migliore integrazione con il contesto urbano.

I documenti che compongono il Piano Urbanistico Generale saranno presto consultabili su dru.iperbole.bologna.it

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