Non resta quasi più nulla del “Price cup” sui carburanti in Emilia-Romagna, la sbandierata soluzione al caro prezzi di benzina e gasolio.
Alle ore 15 di oggi solo il 3,97% dei distributori della Regione applicava contemporaneamente per entrambi i carburanti il limite di prezzo annunciato da ENI a partire dal 28 settembre.
Nell’arco di 48 ore, dopo che la percentuale di chi aderiva alla riduzione di prezzo aveva sfiorato il 50% dei distributori regionali, siamo repentinamente scesi in prossimità dello zero.
Sono soltanto 70 su 1763 i distributori dove benzina e gasolio sono rispettivamente al di sotto (anche di un millesimo) di 2 euro per la benzina e contemporaneamente dei 2,2 euro per il gasolio.
Maglia nera ancora una volta Modena, dove si scende all’1,55% dei distributori.
Meglio la provincia di Bologna, con il 6,3%, quella di Forlì-Cesena, con il 6% e Ferrara e Ravenna attorno al 5%. Sotto la media regionale tutte le altre provincie, con Rimini al 2,5 e Reggio, Parma, Piacenza attorno al 3%.
Mentre il gasolio continua a crescere il price-cup sembra ormai demolito dall’azione stessa delle compagnie, Eni sopra tutte le altre. Proprio ENI, che forniva valanghe di numeri fino a pochi giorni fa risulta silente. Ma eccone uno utile: alle ore 15 in Emilia-Romagna erano rimasti soltanto 12 distributori ENI ad applicare il price-cup. Un terzo di questi nella sola Ferrara, nessuno a Modena, Parma e Piacenza. Dei 335 distributori di ENI in Regione solo il 3,5% applica ancora il price-cup.
Verrebbe da dire “Tanta pubblicità per nulla”.
Federconsumatori Modena

