Sono 350 le imprese dell’Emilia-Romagna che riceveranno il contributo regionale per ottenere certificazioni volontarie di processo, servizio e gestione aziendale grazie al bando finanziato dal Programma regionale Fesr 2021-2027. La misura mette a disposizione 4,5 milioni di euro e attiva investimenti complessivi per quasi 8,5 milioni.
“L’alta partecipazione a questo primo bando conferma che le imprese emiliano-romagnole considerano le certificazioni uno strumento strategico per crescere, innovare e competere sui mercati- sottolinea il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Per questo abbiamo aumentato le risorse disponibili di 1,5 milioni di euro portandole da 3 a 4,5 milioni, così da finanziare tutti i progetti ammissibili. Le proposte si inseriscono pienamente nelle traiettorie della Strategia regionale di specializzazione intelligente, puntando su digitale, manifattura avanzata, transizione ecologica ed efficientamento energetico. Anche la sostenibilità ambientale è sempre più parte integrante delle strategie industriali delle imprese e un fattore di competitività. Con questo bando – conclude Colla – intendiamo rafforzare il campus dell’innovazione e della conoscenza della Regione Emilia-Romagna”.
La misura sostiene i percorsi di qualificazione organizzativa, gestionale, ambientale e sociale delle imprese per rafforzarne competitività, affidabilità e capacità di accesso ai mercati.
L’interesse registrato è stato tale da portare alla chiusura anticipata dello sportello: aperto il 16 aprile, il bando ha raggiunto il limite massimo di 400 domande in appena cinque giorni. Per rispondere all’elevata richiesta, la Giunta regionale ha incrementato la dotazione finanziaria iniziale.
Le imprese hanno orientato le proprie richieste soprattutto verso le certificazioni Iso 9001 per la qualità dei processi aziendali, Iso/Iec 27001 per la sicurezza delle informazioni e Iso 14001 per la gestione ambientale. Significativa anche la domanda per la Iso 45001 sulla salute e sicurezza sul lavoro e per la Uni/PdR 125 sulla parità di genere, accanto a certificazioni dedicate a responsabilità sociale, criteri Esg, anticorruzione e rendicontazione ambientale.
Il bando in dettaglio
Le domande sono arrivate da tutte le province dell’Emilia-Romagna, con una maggiore concentrazione a Bologna e Modena, rispettivamente con circa 100 domande ciascuna, seguite da Forlì-Cesena e Reggio Emilia che si attestano intorno alle 50 richieste ciascuna. Parma, Piacenza, Ravenna, Ferrara e Rimini completano il quadro, confermando una presenza distribuita sull’intero territorio regionale.
I beneficiari sono prevalentemente piccole imprese, attive soprattutto nei settori dell’informatica, della meccanica e della ricerca e sviluppo.
Il bando ha registrato complessivamente 400 domande, con 353 progetti dichiarati ammissibili e 350 finanziati. Gli interventi attivano investimenti per circa 8,4 milioni di euro e contributi per quasi 4,5 milioni, confermando il forte interesse delle imprese verso percorsi di qualificazione che rafforzano innovazione, sostenibilità e competitività. Il contributo è concesso a fondo perduto, fino al 50% della spesa ammessa, con possibilità di incremento fino a 15 punti percentuali in presenza delle premialità previste dal bando. Molte imprese hanno ottenuto punteggi aggiuntivi grazie a nuovi programmi di assunzione, alla presenza di donne e giovani, ai percorsi per la parità di genere, al rating d’impresa e alla localizzazione nelle aree montane e interne.

