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Nato, Cavo Dragone “Non siamo più in una condizione di pace piena”

Nato, Cavo Dragone “Non siamo più in una condizione di pace piena”

ROMA (ITALPRESS) – La Nato deve costruire una deterrenza capace di impedire la guerra, mentre l’Europa assume maggiori responsabilità nella propria sicurezza e la competizione con Russia e altri attori ostili si estende sempre più sotto la soglia del conflitto. È il quadro delineato dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, in un’intervista a Il Foglio.

Per Cavo Dragone, il rafforzamento militare non deve essere letto come preparazione alla guerra: “Parlerei di investimento più che di spesa, e di sicurezza più che di armamenti”. La deterrenza, spiega, “si regge su tre elementi: capacità reali, credibilità della volontà di impiegarle, chiarezza nel comunicarle”.

L’obiettivo dell’Alleanza “non è prepararci a combattere una guerra inevitabile, ma renderla evitabile attraverso una deterrenza credibile”. La minaccia, tuttavia, ha già assunto forme concrete. Sabotaggi, danneggiamenti di cavi sottomarini, interferenze Gps, incursioni di droni, cyberattacchi e campagne informative mostrano una pressione persistente contro gli alleati. “Sul piano giuridico non siamo in guerra”, precisa l’ammiraglio, ma “non siamo in guerra, ma non siamo più in una condizione di pace piena. Da tempo, ormai”.

In questo scenario resta centrale l’Ucraina. “Una pace che premiasse l’aggressione avrebbe conseguenze che andrebbero molto oltre l’Ucraina e l’Europa”, avverte Cavo Dragone, perché modificherebbe “il calcolo strategico di ogni attore revisionista”. L’esito da perseguire è quindi “un’Ucraina sovrana, libera di scegliere il proprio futuro e militarmente capace di impedire una nuova aggressione”.

La minaccia è inoltre sempre più interconnessa. “L’Iran non può più essere considerato esclusivamente un problema mediorientale”, afferma l’ammiraglio, richiamando il sostegno militare a Mosca, lo sviluppo missilistico e le attività ibride. Russia, Iran e Corea del Nord stanno costruendo “una rete di convenienza strategica”; l’Occidente deve rispondere rafforzando “una rete di fiducia strategica”.

Sul riequilibrio transatlantico, Cavo Dragone non ravvisa al momento un disimpegno americano: gli europei stanno assumendo maggiori responsabilità convenzionali, mentre Washington conserva un ruolo centrale nel comando e controllo e nella deterrenza nucleare. “La linea rossa è molto chiara: il venir meno della capacità americana di contribuire in modo credibile alla deterrenza”.

Positivo, infine, il giudizio sull’Italia, che presenta “una traiettoria di crescente responsabilità riconosciuta e apprezzata dai partner della Nato”. Ma la nuova fase richiede “uno sforzo ulteriore”: non conta soltanto quanto si investe, conclude Cavo Dragone, ma la capacità di trasformare le risorse in “capacità credibili, disponibili e interoperabili”, rafforzando la prontezza delle Forze armate e il contributo italiano alla difesa collettiva.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).