Stop alle discriminazioni di ogni genere e in ogni ambito. Una sfida che può essere vinta attraverso spazi di ascolto, campagne di comunicazione e pratiche di accoglienza. L’appello viene dall’Assemblea dei ragazzi e delle ragazze dell’Emilia-Romagna una cui delegazione è intervenuta nel corso delle commissioni Giovani e Cultura, riunitesi in forma congiunta e presiedute rispettivamente da Maria Costi ed Elena Carletti.
Per l’occasione è stato presentato un documento frutto del lavoro portato avanti dal settembre 2025 da giovani emiliano-romagnoli, 50 in tutto, che compongono l’Assemblea regionale delle ragazze e dei ragazzi che opera a supporto dell’attività della Garante regionale dei minori Claudia Giudici.
Ad aprire i lavori la presidente Costi ha sottolineato l’importanza di questa “commissione speciale insieme all’Assemblea dei ragazzi e delle ragazze di cui vogliamo ascoltare la voce e conoscere da vicino questo lavoro realizzato con impegno durante l’anno e ringrazio tutti coloro che hanno collaborato a questo importante contributo”. Anche la presidente Carletti ha ricordato che “molto spesso parliamo di giovani invece è importante parlare con i giovani ed è sempre più necessario ascoltare dalla loro viva voce il loro punto di vista, attraverso il confronto e il dibattito. Mi auguro che questo percorso possa essere portato avanti insieme programmando sempre più momenti di incontro”.
La Garante Giudici ha presentato il lavoro svolto nel corso dell’anno per poi lasciare la parola ai giovani protagonisti: “questo documento rappresenta l’urgenza della quotidianità che spesso è guardata solo con lo sguardo degli adulti, invece, sono fondamentali le loro analisi e proposizioni. In questo percorso hanno provato a mappare le discriminazioni che vivono e a fare delle proposte e raccomandazioni: l’auspicio è che possa essere un riferimento per chi deve prendere decisioni politiche”.
In rappresentanza dell’Assemblea dei ragazzi e delle ragazze Viola Calzolari ha parlato delle tipologie di discriminazioni, mentre Luna Vanacore si è soffermata sulle cause. Dopodiché sono stati analizzati i diversi contesti in cui si presentano: Giada Prandi e Carlo Gabriel Barbu hanno analizzato il contesto scuola e formazione, Vasco Manservigi quello dei social network e gli ambienti digitali, Alice Tabanelli e Stefano Natali lo sport e il tempo libero e infine Francesco Guerra l’ambito delle piccole comunità di provincia. Al termine ha concluso l’esposizione Irene Sorrentino della Cooperativa Pares, facilitatrice delle sedute dell’Assemblea dei ragazzi.
Dalle consigliere e dai consiglieri regionali è arrivato un apprezzamento bipartisan per il lavoro delle ragazze e dei ragazzi: ne hanno elogiato tanto la passione, quanto i risultati visti come un utile documento per tutti i consiglieri regionali. Ai giovani dell’Assemblea è arrivato anche il ringraziamento dell’assessora al Welfare Isabella Conti intervenuta per portare il saluto della Giunta: “Prendiamo con molta serietà il vostro documento, vi aspettiamo – ha detto Conti – agli Stati generali della Scuola in autunno per avere il vostro prezioso feedback e capire come muoverci nei diversi ambiti”.
L’apprezzamento bipartisan
Simona Lembi (Pd) ha espresso “apprezzamento per il modo con cui è stato espresso il lavoro che stanno facendo nelle scuole. Le ragazze e i ragazzi hanno messo in evidenza in modo molto forte il significato di politica di pari opportunità, attività per cui servono competenze e un impegno concreto garantire i diritti delle persone”.
Elena Ugolini (Rete civica) si è rivolta ai ragazzi con alcune considerazioni “ora state frequentando le scuole superiori e sarebbe interessante un approfondimento per capire dove nascono questi atteggiamenti che possono generare un rifiuto dell’altro. Vi chiedo inoltre di aiutarci a capire i nostri difetti come adulti, cosa vi mette in difficoltà e cosa vi favorisce di più perché a volte è difficile rendersi conto di come ci rapportiamo veramente con gli altri”.
Simona Larghetti (Avs) ha ringraziato l’Assemblea dei ragazzi per il “desiderio di occuparsi della cosa pubblica che non è scontato in un mondo in cui prevale l’individualismo e c’è una narrazione dei giovani disinteressati che non tollero. Tra le mie curiosità mi interessa sapere anche qual è il vostro punto di vista sui cambiamenti climatici, sul tema del futuro e sul rapporto con il digitale”.
Ludovica Carla Ferrari (Pd) si è complimentata perché “la scelta di essere qui con noi a lavorare è una bellissima responsabilità e non è scontata. Apprezzo la forza, la schiettezza e la sicurezza con cui vi siete espressi. Il dossier presentato è molto interessante e comunicativo e in particolare sui social network vorrei capire cosa ne pensate dei limiti di età per accesso dei ragazzi ai social e penso che la scuola o altri ambiti non vi preparino ancora abbastanza su questi temi”.
Per Alberto Ferrero (FdI) “il lavoro di cui ci avete fatto dono è una cosa bella e interessante che dimostra tempo, impegno e studio perché individuando i problemi avete cercato il modo di risolverli. Quando si vive in una società in cui si sta bene questo porta anche ad avere pensieri deboli, incertezze, paure, noi però abbiamo un antidoto: non abbiate paura di studiare e impegnarvi. L’antidoto per voi è avere idee e voglia di fare”.
Niccolò Bosi (Pd) ha apprezzato la possibilità data “di interrogarci su questioni che non riguardano noi stessi ma una complessità più ampia rispetto al singolo. Ci avete dato strumenti che ci forniscono una lettura mondo che non viviamo nel quotidiano. È importante la qualità del documento che ci presentate e che studieremo in maniera approfondita per capirvi e aiutarvi a risolvere le problematiche. Come avete sottolineato, le piccole azioni a volte vanno a indebolire l’altra persona creando un problema e la vostra analisi entra al meglio nella questione. Creare luoghi di incontro è un altro aspetto importante”.
Maria Laura Arduini (Pd) ha sottolineato “quanto questa società ci veda sempre più individualisti e ciò che invece avete condiviso con noi oggi è qualcosa di molto forte. Con i vostri interventi ci avete ricordato quanto sia importante e rivoluzionario occuparsi della collettività per far sì che tutti possano raggiungere gli obiettivi desiderati”.
Il documento dell’Assemblea delle ragazze e dei ragazzi
Il documento evidenzia infatti che le discriminazioni si manifestano in molte forme e attraversano i luoghi centrali della vita quotidiana: la scuola, lo sport, gli spazi di aggregazione e incontro, il mondo digitale. L’Assemblea ha messo in luce le cause e le motivazioni che spiegano i comportamenti discriminatori e ha delineato per contrastarli un insieme articolato di raccomandazioni e di azioni concrete, applicabili e accessibili, che chiamano in causa scuole, enti locali, associazioni sportive, piattaforme digitali e comunità territoriali. Le proposte emerse comprendono attività e strumenti di sensibilizzazione, percorsi educativi, spazi di ascolto, campagne di comunicazione, pratiche di accoglienza e interventi per migliorare l’accessibilità a opportunità e servizi. Obiettivo del documento è favorire l’avvio di processi di cambiamento concreti e diffusi, che possano crescere e consolidarsi grazie all’impegno congiunto di istituzioni, comunità educative e giovani cittadini e cittadine.
Ad esempio, per potenziare le piccole comunità di provincia, c’è la proposta di organizzare incontri in una stazione ferroviaria dismessa, utilizzata come luogo di ritrovo costruttivo per invitare anche psicologi e filosofi. Oppure il toolKit della Croce Rossa Italiana di EducAzione alla Pace: iniziative per combattere le discriminazioni promosse da volontari con qualifiche di operatori e facilitatori di EducAzione alla pace o campagne di comunicazione attraverso canali istituzionali e ancora la promozione dell’interculturalità.

