ROMA (ITALPRESS) – “Donne e uomini d’Italia, il 2 giugno di ottanta anni fa, vollero la Repubblica. Questa sera ci troviamo insieme per festeggiare l’80° anniversario di quella storica decisione del nostro popolo”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aprendo la serata, in diretta su Rai1, “I volti della Repubblica” da Piazza del Quirinale a Roma in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica. “Oggi – aggiunge – non celebriamo soltanto una data, una ricorrenza memorabile. Ricordiamo un percorso che ha legato tante generazioni e tanti territori. Che ha superato momenti difficili e vissuto momenti esaltanti, risaldando quel vincolo di solidarietà e di appartenenza che ci rende e ci fa sentire uniti. E’ l’Italia di oggi, frutto del lavoro e dell’impegno di tante persone. Sono i tanti volti della Repubblica. Scambiamoci, allora, vicendevolmente gli auguri. Buona Repubblica a tutti noi!”.
Dopo l’apertura del Capo dello Stato, c’è stata l’esecuzione dell’Inno di Mameli, eseguito dall’Orchestra Sinfonica Nazionale Dei Conservatori, con la Direzione Musicale del Maestro Leonardo De Amicis e i cori Laudate Dominum e Jubilus Ensemble, seguito da un filmato d’epoca del cinegiornale sulle giornate del referendum istituzionale del 1946. Il primo momento della serata è stato un lungo testo letto e interpretato dall’attrice Paola Cortellesi, che già ha affrontato il tema del voto delle donne nel film campione d’incassi “C’è ancora domani”. E sono proprio le donne le protagoniste del suo monologo. “80 anni fa nasceva la Repubblica Italiana, nata dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della Resistenza. Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, un gesto semplice e rivoluzionario al tempo stesso, frutto del voto di un popolo stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto. Per la prima volta, la Repubblica nacque anche grazie al voto delle donne. In quel momento, la loro voce ebbe finalmente lo stesso peso di quella degli uomini – ha affermato – Prima di allora, le donne erano cresciute in un’idea di subordinazione e obbedienza; sotto il regime fascista erano escluse dalla vita pubblica e ricondotte per legge ai soli ruoli di moglie, madre e custode del focolare”. Oltre a figure celebri legate alla nascita della Repubblica come Tina Anselmi, Nilde Iotti e Teresa Mattei, l’attrice romana ha voluto ricordare “la moltitudine silenziosa di donne comuni che avevano vissuto fame e bombardamenti e che contribuirono a ricostruire il Paese. Essere finalmente considerate cittadine e non solo madri o mogli fu un momento di enorme portata emotiva”. Cortellesi ha sottolineato come “con quel gesto nacque la promessa di una nazione fondata sulla dignità e sull’uguaglianza, dove le donne potessero studiare, lavorare e decidere del proprio destino. Tuttavia, alcune promesse come l’effettiva parità salariale e la sicurezza di camminare sole la sera senza timori non sono state ancora pienamente mantenute; per questo la sovranità appartiene al popolo e ogni cittadino deve fare la sua parte”. “Festeggiare gli 80 anni della Repubblica serve a ricordare che la democrazia non è scontata e che ogni libertà esiste perché qualcuno ha avuto il coraggio di pretenderla. Onorare uomini e donne che hanno combattuto per la libertà significa impegnarsi ogni giorno a meritarla. Come scrisse Irma Bandiera prima di morire: ‘Ditele che sono caduta perché quelli che verranno dopo di me possano vivere liberi come l’ho tanto voluto io stessa”. Gianni Morandi ha cantato “La Storia siamo noi” di Francesco de Gregori, “Il mondo cambierà” e “C’era una ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”. Annalisa ha invece omaggiato il cantante genovese Gino Paoli. scomparso lo scorso 24 marzo, con la celebre canzone “Il cielo in una stanza”. Rivolgendosi al Capo dello Stato, Morandi ha ironizzato che “è un piacere festeggiare una mia coetanea, pardon la Repubblica ha un anno meno di me… io sono più vecchio. Per noi è una madre che ci ha protetto e noi dobbiamo continuare a proteggerla”. Diversi artisti hanno letto testi dell’epoca per ricordare le pagine più importanti della nostra storia: Flavio Insinna con ‘Il Marcovaldo’ di Italo Calvino; Carola Crescentini con ‘Il mondo salvato dai ragazzini’ di Elsa Morante, Luca Zingaretti con la lettera di Aldo Moro alla moglie durante il rapimento del 1978. Quest’ultima lettura ha poi accompagnato il pubblico verso un’esecuzione densa di malinconia e poetica drammaticità realizzata dal trombettista Paolo Fresu. Un applauso particolarmente sentito ha reso omaggio ai volti dei tanti personaggi che hanno segnato la storia dell’Italia a cavallo degli anni ’70-’80, pur nelle loro tragiche scomparse o uccisioni a cavallo degli anni ’70-’80: Aldo Moro, Piersanti Mattarella, Walter Tobagi, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Enrico Berlinguer, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Le note di “Nuovo cinema Paradiso” di Ennio Morricone, omaggio al talento di tanti personaggi del cinema italiano, hanno invece introdotto il dialogo di Luca Barbarossa con l’attore romano Carlo Verdone. Negli attimi finali della serata, sono stati ricordati i mesi difficili e complessi della pandemia di Covid-19 con il brano “Solo per te” di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro sulle note di Paolo Fresu. C’è stato anche spazio per le glorie sportive del calcio con un “incontro tra campioni”: Giuseppe Bergomi e Alex del Piero hanno ricordato i trionfi delle rispettive nazionali ai mondiali di calcio del 1982 in Spagna e del 2006 in Germania. Ma le gioie del passato non possono nascondere la lunga scia di insuccessi calcistici (parzialmente interrotti solo con la vittoria ai Campionati Europei del 2020) culminati con l’amarezza per la mancata qualificazione ai mondiali del 2026. “Noi abbiamo avuto una terribile incredibile fortuna di vincere, però ovviamente c’è tutto il percorso che ha un’importanza notevolissima – ha affermato Del Piero – L’Italia ha atleti in tutte le discipline dove è riuscita a primeggiare, diventare numero uno, ad essere forte, ma soprattutto a rendere orgoglioso il popolo italiano. Io penso che dovrebbe più che altro avere quel desiderio di rendere orgogliosi i propri tifosi, i propri familiari… Poi il risultato sarà una conseguenza di tanti altri fattori. Talento ce n’è nel calcio come in altri sport. Arriverà anche qualcun altro, speriamo, finché siamo qua”. Secondo Bergomi, “dobbiamo avere una visione perché poi in mezzo a queste non qualificazioni abbiamo vinto un europeo e lì c’è tutto un suo percorso. Nel momento di cambiamento è anche il momento di poter fare qualcosa. Il talento c’è. Dobbiamo avere il coraggio di farlo giocare e anche di far giocare questi giovani”. Ma la serata non poteva non celebrare le atlete che dalle Olimpiadi di Tokyo 2020 ai giochi invernali Milano-Cortina 2026 hanno regalato con i loro trionfi gioie a tutta l’Italia: Bebe Vio, Arianna Fontana, Federica Brignone. “Il senso dello sport, il rispetto per me è un valore che lo sport insegna ed è molto importante nella vita di tutti i giorni. Quindi lo sport è davvero una scuola di vita che insegna tantissimo, oltre a essere un bel modo e molto divertente. Ma soprattutto è stato per me davvero simbolo e scuola di vita”, ha dichiarato Brignone. Per Fontana “diventare la più medagliata non è mai stato il mio obiettivo, però adesso che lo sono sicuramente mi riempie d’orgoglio e mi chiede anche una responsabilità. Ma la cosa più bella che ricordo di questa Olimpiade è proprio l’orgoglio, che penso sia di tutti gli atleti. Sono orgogliosa di Federica, di tutti gli atleti italiani che sono stati in gara perché siamo riusciti veramente ad unire un paese. Abbiamo sentito una forza enorme grazie a questa unità e spero davvero che sia passato questo messaggio: che lo sport unisce ed è una grande forza per tutto il paese, per tutti noi italiani”. Come ha ricordato Bebe Vio, “il valore dello sport è proprio riuscire a fare inclusione attraverso lo sport e far sì che la disabilità sia qualcosa di culturale che arriva ai bambini principalmente, dal giocare in ricreazione a scuola al giocare al parchetto tutti insieme. Quello è parte integrante della cultura dello sport”. Le celebrazioni si sono concluse sulle note dell’aria Va’ pensiero dal Nabucco di Giuseppe Verdi con la magia coreografica dei passi di danza del celebre ballerino Roberto Bolle.
-foto Quirinale –
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