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Cgil e Sunia Emilia Romagna sulla legge regionale che regolamenta gli affitti brevi

Cgil e Sunia Emilia Romagna sulla legge regionale che regolamenta gli affitti breviCome organizzazioni sindacali abbiamo ritenuto non solo giusta ma anche necessaria la scelta della Regione di intervenire con una legge sul fenomeno degli affitti brevi, dando ai Comuni la possibilità e gli strumenti per regolamentarlo. Scelta che si è tradotta in un percorso di confronto e condivisione con le organizzazioni sindacali e degli inquilini, che ha ben tenuto in considerazione il tema delle competenze normative. Per questo confidiamo che la Corte Costituzionale confermi la legittimità della legge regionale, come già ha fatto nei confronti della Toscana, ed apprezziamo le dichiarazioni dell’Assessore Paglia che ribadisce la volontà di garantirne l’applicazione nelle more del pronunciamento della Corte.

L’assenza di una norma nazionale sulla locazione breve ad uso turistico dimostra come il Governo privilegi gli interessi di impresa e di mercato rispetto ai bisogni sociali connessi all’abitare, abdicando al proprio ruolo ed ignorando la crisi abitativa che investe una fascia sempre più ampia della popolazione. Da anni rivendichiamo un vero Piano Casa nazionale, adeguatamente finanziato, per ampliare l’edilizia popolare e sociale e ristabilire misure di sostegno all’affitto.

In questo contesto la legge regionale colma un vuoto normativo, rafforzando il ruolo di programmazione del territorio degli enti locali attraverso strumenti urbanistici utilizzabili con flessibilità, a seconda delle specificità territoriali. Strumenti per limitare la proliferazione degli alloggi destinati ad affitti brevi turistici nelle aree in forte sofferenza per la carenza di alloggi destinati alla residenzialità, così come per incentivare al contrario la locazione breve ad uso turistico laddove rappresenti un’opportunità di sviluppo e di rigenerazione, in particolare nelle aree interne.

E’ ormai innegabile il fatto che il proliferare degli affitti brevi ad uso turistico sia una delle determinanti della crisi che investe i comuni ad alta tensione abitativa, avendo già determinato una riduzione significativa della disponibilità di alloggi per famiglie, lavoratori e studenti, concorrendo al rialzo insostenibile degli affitti. Le ricadute sul piano sociale, produttivo, e della tenuta dei servizi anche sanitari sono sotto gli occhi di tutti;  separare il mercato degli affitti brevi turistici da quelli abitativi, garantendo un uso equilibrato del patrimonio edilizio e canoni accessibili, rimane una necessità.

(CGIL e SUNIA EMILIA ROMAGNA)