
Il 2026 segnerà una crescita degli investimenti in costruzioni in Emilia-Romagna pari al +5,5%, invertendo il trend dopo una fase di progressivo riassestamento del settore seguita alla conclusione degli incentivi legati al Superbonus 110%. In questo quadro, il 2025 ha registrato una lieve contrazione del -1,5% in termini reali, in miglioramento rispetto al -8,8% del 2024, anni di normalizzazione dopo la forte espansione precedente, con il comparto che continua a rappresentare l’11,9% del PIL regionale in termini di investimenti e il 6% dell’occupazione.
A trainare il comparto sono ancora le opere pubbliche, in forte espansione grazie all’“ultimo miglio” del PNRR, mentre la manutenzione straordinaria abitativa interrompe la sua caduta, sostenuta dalla proroga degli incentivi fiscali (aliquote al 50/36%) e dalla crescente attenzione delle famiglie all’efficienza energetica.
Sul fronte occupazionale, i dati Casse Edili confermano un 2025 positivo: le ore lavorate sono cresciute del +3,4% e i lavoratori iscritti del +3,8% su base annua.
PNRR e opere pubbliche: l’Emilia-Romagna corre più degli altri
Il comparto pubblico è il grande motore della ripresa. La spesa in conto capitale dei comuni emiliano-romagnoli ha segnato nel 2025 un incremento del +23%, quasi 8 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale (+15,3%). Negli ultimi cinque anni gli investimenti comunali nella regione sono cresciuti del +149%, passando da 783 milioni di euro nel 2020 a circa 1,95 miliardi nel 2025.
Sul fronte PNRR, il monitoraggio ANCE – attraverso la piattaforma CNCE_Edilconnect -restituisce un quadro avanzato: in Emilia-Romagna il 77,5% dei cantieri PNRR avviati è già in fase avanzata o conclusa (dato superiore alla media nazionale, del 75,7%). In termini di importo, il 66,1% del valore complessivo dei cantieri riguarda interventi in fase avanzata o conclusa, un dato nettamente superiore sia alla media nazionale (43,4%) sia alla media del Nord (53,8%). Il finanziamento PNRR per le costruzioni nella regione ammonta a 4,26 miliardi di euro, con pagamenti già effettuati per 2,36 miliardi (avanzamento al 55,4%).
In Emilia-Romagna sono 562 le imprese attualmente coinvolte in almeno un cantiere legato ai progetti del PNRR. Sotto il profilo economico, il tessuto produttivo mostra una solida struttura dimensionale: il 48% delle aziende interessate registra infatti un valore della produzione compreso tra i 5 e i 60 milioni di euro. Per quanto riguarda la provenienza geografica delle realtà economiche attive nei cantieri, si rileva una prevalenza delle forze locali, con il 54% di imprese regionali emiliano-romagnole, a fronte di un 46% di aziende provenienti da fuori regione.
Anche i bandi di gara per lavori pubblici nel 2025 confermano la vivacità della domanda: +9,1% nel numero di pubblicazioni e +39,4% negli importi banditi, con le gare di importo superiore ai 20 milioni che quasi raddoppiano in valore (+88,6%). I livelli raggiunti sono tra i più elevati dell’intera serie storica.
Fondi europei: l’Emilia-Romagna è tra le prime regioni d’Italia
Sul fronte della programmazione europea 2021-2027, l’Emilia-Romagna si conferma tra le regioni più virtuose d’Italia nella gestione dei fondi strutturali. Al 31 dicembre 2025, la regione ha impegnato il 74,7% delle risorse disponibili (2.048 milioni di euro tra FESR e FSE+) ed effettuato pagamenti per il 25,3%: valori ampiamente superiori alla media nazionale (35% impegni, 15,1% pagamenti) e alla media del Centro-Nord (50,7% impegni, 20,7% pagamenti). Sul FESR, la regione è seconda in Italia solo alla Provincia Autonoma di Bolzano con il 78,6% di impegni.
Dalla revisione di medio termine della politica di coesione europea, approvata nel marzo 2026, arriveranno ulteriori 73,7 milioni di euro sul programma FESR regionale: 61,5 milioni destinati al rafforzamento della competitività e 12,3 milioni all’edilizia abitativa.
La struttura delle imprese di costruzioni
Il settore delle costruzioni in Emilia-Romagna conta nel 2024 oltre 48.500 imprese, pari a circa il 9% dell’offerta produttiva nazionale. La struttura rimane molto frammentata: il 69,2% delle imprese ha un solo addetto e la dimensione media è di 2,7 addetti per impresa. L’ 85% dell’offerta produttiva regionale ha un fatturato che non supera i 500mila euro.
Le imprese strutturate associate ANCE dell’Emilia-Romagna mostrano però fondamentali solidi: nell’analisi sui bilanci 2017-2024, l’85,1% delle imprese è in utile nel 2024, il ROE si attesta al 13,7% (valore paragonabile al settore manifatturiero), e l’indebitamento si è ridotto da 3,6 a 1,9 volte il patrimonio netto tra il 2017 e il 2024. Una solidità costruita nel tempo, ma che nel 2024 mostra i primi segnali di rallentamento con un calo dell’EBITDA del -18,5%.
Ombre geopolitiche sul settore: i rischi legati all’instabilità internazionale
Va evidenziato che le previsioni di crescita per il 2026 potrebbero subire una revisione al ribasso a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il conflitto nel Golfo Persico sta già producendo effetti concreti sui costi dell’energia e delle materie prime, con ricadute sulle catene di approvvigionamento globali. Per il settore delle costruzioni, eventuali rincari prolungati dei materiali potrebbero incidere sui costi di realizzazione degli interventi, mettendo a rischio la continuità dei cantieri proprio nella fase finale di attuazione del PNRR. Una preoccupazione particolarmente sentita in Emilia-Romagna, dove sono attualmente in corso 749 cantieri finanziati dal Piano.
Il mercato immobiliare riparte, ma la casa è sempre meno accessibile
Nel 2025 il mercato residenziale dell’Emilia-Romagna torna a crescere con vigore: le compravendite di abitazioni raggiungono 68.348 unità, in aumento del +7,3% rispetto al 2024, performance superiore alla media nazionale (+6,4%). La crescita è diffusa in tutte le province, con Piacenza (+12,6%), Ravenna (+9,0%) e Ferrara (+8,7%) in testa. Trainante è stato l’effetto della progressiva riduzione dei tassi di interesse da parte della BCE a partire da giugno 2024, che ha fatto crescere i nuovi mutui erogati per acquisto casa del +23,6% su base annua.
Anche i permessi di costruire residenziali mostrano una svolta: nel 2024 (ultimo dato disponibile) sono state autorizzate 5.577 abitazioni, con un balzo del +21,3% rispetto all’anno precedente. Piacenza (+134,6%) e Bologna (+44,5%) guidano la classifica delle province.
Tuttavia, dietro questi numeri si nasconde un’emergenza abitativa che preoccupa profondamente. L’indice di accessibilità alla casa elaborato dal Centro Studi ANCE, che misura il peso del mutuo o dell’affitto sul reddito familiare (con soglia critica fissata al 30%), restituisce un quadro allarmante:
- A Bologna, le famiglie del secondo quintile di reddito (circa 21.500 euro annui) devono destinare il 57,9% del reddito per pagare il mutuo. Anche le famiglie del terzo quintile (circa 30.500 euro) restano escluse, con un indice al 40,8%. Il problema tocca persino chi guadagna di più: per il quarto quintile (circa 48.000 euro) il peso del mutuo è ancora al 28,5%.
- A Rimini l’indice raggiunge il 50,5% per il secondo quintile; a Ravenna il 40,5%; a Modena e Parma oltre il 33%.
- Sul fronte degli affitti, la situazione è analoga: a Bologna l’indice per il secondo quintile è al 52,0%, a Ravenna al 51,8%. Il mercato della locazione non offre più un’alternativa praticabile per buona parte delle famiglie.
- Nell’intera città metropolitana di Bologna, tutta la prima cintura urbana è praticamente inaccessibile anche per la classe media: Casalecchio di Reno al 52,6%, San Lazzaro di Savena al 50,8%, nessun comune della prima cintura scende sotto il 38%.
Maurizio Croci, presidente di ANCE Emilia-Romagna:
“I dati di quest’anno ci consegnano un quadro in chiaroscuro, ma con elementi di concreta speranza. Il 2026 si è aperto con una previsione di crescita degli investimenti in costruzioni del +5,5%, trainata dall’accelerazione delle opere pubbliche e da una ritrovata vivacità del mercato immobiliare. A confermare la solidità del settore anche i dati occupazionali. La nostra regione si conferma inoltre tra le più virtuose d’Italia nell’utilizzo dei fondi europei.
Tuttavia, accanto a questi segnali positivi, emergono criticità strutturali che non possiamo ignorare. La prima riguarda l’accessibilità alla casa: a Bologna una famiglia con reddito medio deve destinare quasi il 58% del proprio reddito al pagamento del mutuo, una condizione insostenibile. Questa emergenza non riguarda solo il benessere delle famiglie, ma rappresenta un serio vincolo alla mobilità dei lavoratori e degli studenti, con effetti negativi sullo sviluppo economico dell’intera regione. In questo contesto, l’European Affordable Housing Plan pubblicato dalla Commissione europea nel dicembre 2025 è un segnale importante, e a livello nazionale accogliamo con favore il decreto-legge Piano Casa: è la risposta strutturale che il Paese attendeva da anni. I primi due pilastri — recupero degli alloggi pubblici e fondo housing coesione — vanno nella direzione giusta. Per il terzo pilastro chiediamo però che il quadro di incentivi venga rafforzato anche per gli interventi di scala minore, dove oggi l’equilibrio economico-finanziario rischia di scoraggiare i privati, e che le amministrazioni locali abbiano un ruolo centrale nell’attuazione: l’esperienza del PNRR ha dimostrato che i Comuni sanno essere veloci ed efficaci. Senza una risposta diffusa sul territorio, il divario tra chi può permettersi una casa e chi ne è escluso continuerà ad allargarsi.
La seconda criticità riguarda l’instabilità geopolitica internazionale: le tensioni in Medio Oriente stanno già da mesi facendo sentire i loro effetti sui costi delle materie prime e sulle catene di approvvigionamento. Nonostante l’avvio di un possibile percorso di tregua e la prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz, il quadro resta ancora fragile. In assenza di adeguati meccanismi di aggiornamento dei prezzi, si rischiano rallentamenti o sospensioni dei lavori con ripercussioni sull’intera filiera delle costruzioni. Dobbiamo tutti avere consapevolezza che l’ultimo miglio del PNRR rappresenta una fase decisiva e particolarmente delicata per l’economia del territorio”.
I NUMERI 2025-2026 IN SINTESI
- PIL Emilia-Romagna 2025: +0,5%; previsione 2026: +0,6%
- Investimenti in costruzioni 2025: -1,5%; previsione 2026: +5,5%
- Spesa in conto capitale comuni 2025: +23% (+15,3% media Italia)
- Lavoratori iscritti casse edili 2025: +3,8%; ore lavorate: +3,4%
- Cantieri PNRR in fase avanzata o conclusa: 77,5% (media nazionale: 75,7%)
- Bandi di gara lavori pubblici 2025: +9,1% nel numero, +39,4% negli importi
- Fondi strutturali europei 2021-2027: impegni al 74,7%, pagamenti al 25,3% (media nazionale: 35% e 15,1%)
- Compravendite residenziali 2025: 68.348 unità (+7,3%)
- Nuovi mutui erogati 2025: +23,6%
- Permessi di costruire residenziali 2024: 5.577 abitazioni (+21,3%)

