Prende sempre più forma il nuovo tratto della Strada Statale 9 “Tangenziale di Reggio Emilia”, tra S. Prospero Strinati e Corte Tegge che consiste nella realizzazione di oltre 6,4 km per l’asse principale ed oltre 15,5 km di collegamenti alla viabilità locale e strade di servizio oltre a percorsi ciclabili di lunghezza complessiva di 2,3 km a supporto della mobilità sostenibile.
Il progetto, con un investimento di oltre 190 milioni di euro, prevede la realizzazione di 3 svincoli, 4 viadotti, 4 sottopassi ferroviari. Il primo tratto del nuovo collegamento si svilupperà dall’innesto con la tangenziale esistente fino a Pieve Modolena, per una lunghezza di circa 4 km con due carreggiate composte ciascuna da due corsie per senso di marcia. Il secondo tratto, che avrà una lunghezza di circa 2,4 km composto da un’unica carreggiata con una corsia per senso di marcia, collegherà lo svincolo di Pieve Modolena alla via Emilia storica in località Corte Tegge.
Dall’avvio dei lavori sono state aperte al traffico le nuove viabilità su via Hiroshima (per una lunghezza di circa 800 metri), e su via Ferraroni-via Rinaldi-via Ghisleri (con una lunghezza complessiva di1,5 km).
Aperto al traffico anche il sottopasso ferroviario denominato ST03 Sottovia Pieve Modolena che attraversa la linea ferroviaria Milano-Bologna; una opera particolarmente significativa poiché realizzata con il sistema del monolite a spinta, completato senza interruzione del traffico ferroviario.
Aperta al traffico anche la corona della rotatoria di nuova realizzazione del nuovo svincolo di Pieve Modolena dove sono in via di ultimazione le attività a carico dei rami dello svincolo;
In significativo stato di avanzamento i lavori di realizzazione degli svincoli di Corte Tegge e Rete 2.
Sono in fase di completamento le attività di realizzazione del pacchetto stradale e le barriere di protezione del Viadotto Ferraroni e dei Viadotti sul torrente Modolena e sul torrente Quaresimo.
In significativo stato di avanzamento anche i lavori di realizzazione del sottovia ferroviario della linea Milano-Bologna e del sottovia Via Marx dove, di recente, sono state completate le attività di spinta del monolite.
Attività che – come già fatto per il Sottovia ST3 Pieve Modolena – sono state studiate e condivise con RFI S.p.A. al fine di poter eseguire tutte le operazioni garantendo l’esercizio ferroviario lungo la tratta Milano-Bologna, quindi senza rendere necessaria l’interruzione della linea.
Un sistema di monitoraggio in tempo reale, installato sui binari in corrispondenza del sostegno provvisorio del tipo “Essen”, ha garantito, durante tutte le operazioni di spinta, l’osservazione continua dei binari in modo da garantire la sicurezza della circolazione ferroviaria in tutte le fasi esecutive dei lavori, rendendo così necessario il solo rallentamento dei treni in transito sulla linea.
Il monolite è stato spinto sotto i binari ferroviari mediante martinetti idraulici (macchine in grado di sollevare grossi carichi), previa la realizzazione di un sistema di sostegno provvisorio dei binari del tipo “Essen”.
Allo stesso tempo proseguono i lavori sull’asse principale ed in ragione della produttività media che si registra in cantiere, entro il primo semestre del 2027 si prevede di aprire al traffico il nuovo tratto incluso tra lo svincolo di Rete 2 e lo svincolo di Corte Tegge in entrambe le direzioni di marcia e la sola carreggiata ovest (in direzione Parma) del tratto che collega lo svincolo Rete 2 alla tangenziale esistente mentre proseguiranno in continuità lavori di completamento della carreggiata sud.
Un passaggio particolarmente significativo nello sviluppo dell’intervento è stato il costante lavoro di sinergia instaurato tra Anas, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e il Comune di Reggio Emilia, che ha consentito di coniugare efficacemente la realizzazione dell’infrastruttura viaria con la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico emerso nel corso dei lavori. La collaborazione tra le istituzioni coinvolte ha permesso di sviluppare soluzioni progettuali capaci di integrare le esigenze di modernizzazione e potenziamento della rete infrastrutturale con il rispetto delle testimonianze storiche rinvenute sul territorio, confermando la particolare sensibilità di Anas verso il rapporto tra le opere infrastrutturali ed il contesto culturale e identitario delle comunità attraversate.


