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Carpi, le linee di indirizzo per l’affidamento di 20 impianti sportivi

Carpi, le linee di indirizzo per l’affidamento di 20 impianti sportiviSono venti gli impianti sportivi non a rilevanza economica, di proprietà o in uso al Comune di Carpi e con concessione in scadenza a giugno, la cui gestione sarà affidata tramite bandi aperti a società e associazioni sportive come già accaduto lo scorso anno.

Anche nelle nuove linee di indirizzo 2026, approvate dalla giunta comunale su proposta dell’assessora allo Sport Mariella Lugli dopo averle condivise con la Consulta dello sport, si conferma dunque la decisione, assunta per la prima volta nel 2025, di affidare questo tipo di impianti solo ad associazioni e società che non hanno fini di lucro, dando valore alla qualità del progetto sportivo e al lavoro che svolgono per l’attuazione e la diffusione della pratica sportiva. Una scelta che l’amministrazione ha valutato più efficiente rispetto alla gestione diretta, unica altra modalità possibile, sia dal punto di vista economico-finanziario sia, soprattutto, in termini di flessibilità e tempestività operativa nella capacità di rispondere ai bisogni del territorio.

I nuovi affidamenti riguardano quattro categorie di impianti, diversi per tipologia e condizione giuridica: sei campi da calcio di proprietà del Comune (Santa Croce, Cremaschi, Gargallo, Cortile, Zaccarelli e Fontana), cinque palestre scolastiche comunali o dell’Unione Terre d’Argine (Guido Fassi, Vincisport, Pio, Colonnello Lugli, Hack), quattro palestre scolastiche della Provincia di Modena (il Palazzetto dello sport, la palestra del Da Vinci e le due palestre del Fanti), cinque impianti comunali o privati nella disponibilità del Comune (la palestra del seminario vescovile, l’impianto di motocross, quelli per il baseball e il beach volley, il campo polivalente coperto Ciccio Silingardi).

Gli impianti saranno affidati ad associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni che se ne assumeranno la gestione intesa, come specificano le linee di indirizzo, non solo come conduzione dell’impianto ma come la più articolata e complessa gestione della pratica sportiva a cui l’impianto stesso è vocato attraverso la realizzazione di un progetto sportivo.

La selezione dei soggetti ai quali affidare la gestione degli impianti avverrà attraverso la pubblicazione di appositi avvisi per la manifestazione di interesse, uno per ciascun impianto. Per accedere, le associazioni dovranno essere iscritte al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (Rasd) e aderire alla Carta etica dello sport. L’affidamento sarà formalizzato dalla firma di convenzioni, i cui schemi, diversi per ciascuna categoria, sono stati approvati insieme alle linee di indirizzo.

Come principi generali, le convenzioni stabiliscono che i soggetti gestori dell’impianto si assumano l’impegno di promuovere per tutta la cittadinanza, con particolare attenzione alle categorie più fragili come anziani e persone con disabilità, la pratica sportiva come strumento di benessere individuale e collettivo, di crescita personale e di aggregazione sociale oltre al suo valore ludico e ricreativo. Il gestore dovrà, inoltre, garantire l’iscrizione a campionati e tornei, in particolare giovanili, della disciplina per la quale l’impianto è omologato o specificamente vocato; assicurare pari opportunità alle altre associazioni sportive ed enti di promozione che usufruiscono dell’impianto, in modo che l’espansione di una società non avvenga a scapito di altre in termini di concreta disponibilità degli spazi; sostenere la ricchezza dell’offerta sportiva salvaguardando anche le discipline che, per numero di tesserati, sono meno diffuse; favorire modalità gestionali che valorizzino la collaborazione e l’integrazione tra vari soggetti; dovrà, infine, riservare un numero di giornate a disposizione dell’amministrazione comunale per lo svolgimento di attività istituzionali o patrocinate.

L’affidamento avrà una durata congrua e commisurata alla particolarità dell’impianto, comunque non superiore a un massimo di dieci anni e tale da consentire al gestore un pieno controllo della programmazione e del progetto di sviluppo delle attività sportive e agonistiche. Nell’ambito dell’affidamento, inoltre, il Servizio Sport e benessere del Comune potrà fissare un monte ore, fino a un massimo del 30 per cento delle ore settimanali disponibili, elevabili al 50 per cento per singoli gestori di più strutture, per l’utilizzo da parte di terzi dell’impianto.

Le linee di indirizzo prevedono inoltre la possibilità per le società e le associazioni sportive dilettantistiche di presentare proposte di rigenerazione, riqualificazione e ammodernamento degli impianti che saranno valutate dal Comune in un’ottica di partenariato pubblico/privato. I progetti proposti dovranno riguardare prevalentemente l’efficientamento, anche in termini ambientali, degli impianti energetici o di servizio; interventi di riqualificazione edilizia e tecnica che vadano oltre la manutenzione straordinaria; interventi di ammodernamento che mirano a rendere la struttura più idonea ad assicurare funzionalità coerenti con le esigenze contemporanee e future.