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Madre e due figli bloccati in Afghanistan. La Cisl: “Da Reggio un segno di speranza”

“Il dramma di una madre e i suoi due figli, di 3 e 5 anni iscritti alle scuole per l’infanzia di Reggio Emilia, partiti per l’Afghanistan per trovare i famigliari e ora là bloccati, interroga tutta la nostra comunità. C’è un giovane padre, un lavoratore ora naturalizzato reggiano, che vive il suo dramma in silenzio senza più la sua famiglia.
Abbiamo fiducia, certo, nell’impegno della Farnesina e della diplomazia italiana che, con la questura di Reggio Emilia, è riuscita a sbloccare i passaporti della mamma e dei figli. È un segno di speranza”. Così Rosamaria Papaleo (foto) e Domenico Chiatto, della segretari Cisl che proseguono:

“Eppure questa vicenda ci interroga su quale visione abbiamo per il nostro Paese e, anche, per il modello di sviluppo del mondo. Un luogo di barriere invalicabili? Un luogo guardare in silenzio la riduzione in schiavitù di un popolo e delle sue donne? Un luogo dove gli unici ad avere diritti sono coloro i quali hanno “collaborato” – che parola singolare e non priva di doppi significati – ?
Troppo spesso, dall’Emilia, assistiamo a casi sconvolgenti da Paesi che non sono così distanti. Lo è stato il caso di Giulio Regeni, quindi di Patrik Zaki, ora di questa mamma di soli 27 anni coi i due figli. È più che mai indispensabile aprire corridori umanitari che siano rispettosi delle persone ancora prima del fatto se queste avessero collaborato o meno. E’ più che mai indispensabile che il nostro Governo, anzi tutti i Governi!, non dimentichi e lasci sole le donne afghane e il percorso di riscatto che hanno compiuto in questi anni.
Il nostro pensiero va ora, al padre, alle maestre, ai compagni di classe che semplicemente non ritrovano i loro amici. Giunga a voi l’affetto di una comunità, quella di Reggio, che con più facilità sa riconoscersi nei valori dell’accoglienza, del lavoro e della parità dei diritti.
L’oscurantismo imposto dai talebani, gli errori di politica internazionale che hanno condotto a questi risultati e, a nostro avviso, anche un codardo populismo che si preoccupa di chi entra ma non di cosa accade fuori ci aiutino a ritrovare la via della saggezza e della coesione civile tra le persone”.

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