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Cia: “Vendemmia, si parte lunedì con le uve bianche La qualità è ottima, buona la produzione”

“Sarà una vendemmia ottima dal punto di vista qualitativo e buona per la quantità. Il via? E’ tutto pronto: si parte già lunedì”. E’ il punto della situazione di ‘Cia Reggio’ sulla raccolta dell’uva che si presenta sana e con i grappoli pieni grazie al meteo che ha assicurato una positiva maturazione e ha risparmiato il territorio reggiano da grandinate distruttive. La paura del Covid ha influenzato la scelta della manodopera: tra i filari ci saranno tanti italiani in difficoltà economica e giovani che riscoprono il lavoro in campagna. Ecco le testimonianze di alcuni imprenditori agricoli soci di Cia Reggio.

“Lunedì inizia ufficialmente la vendemmia di pinot e chardonnay con almeno una settimana d’anticipo rispetto al 2019, poi seguiranno la spergola e la malvasia – annuncia soddisfatto Devid Sassi -. Il sole e le giuste piogge hanno donato non solo tanta abbondanza ma anche qualità. Siamo fiduciosi: sarà un’annata davvero generosa”.

Più indietro la maturazione delle uve nere e rosse: “Le ultime previsioni indicano l’inizio della vendemmia per i primi di settembre – sottolinea Marco Cigarini, vicepresidente Cia Reggio -. Le uve sono rigogliose e sane, la quantità è in leggera flessione per la L’Ancellotta mentre è stabile per il Lambrusco Salamino. La speranza è che il meteo ci assista in questi dieci giorni che ci separano dalla prima raccolta dei grappoli. Preoccupazioni? Sulle uve tardive incombe il problema della cocciniglia. Ma, al momento, non siamo in allarme”. Cigarini spiega poi cosa cambia per l’emergenza Covid: “Così come è per la frutta, la vendemmia a mano di quest’anno sarà fatta da italiani e non da ‘squadre specializzate’ provenienti dall’Est Europa dove divampano focolai del virus. La crisi causata dal lockdown ha causato la perdita di posti di lavoro e tanti reggiani trovano ora nell’agricoltura un modo per portare a casa qualche soldo”.

“Mai come quest’anno ho ricevuto tante richieste di lavoro da parte di pensionati, adulti e giovani italiani che vedono il ritorno all’agricoltura come una soluzione alla crisi post coronavirus – rimarca Lorenzo Catellani, presidente del Consorzio fitosanitario provinciale -: e così è stato anche per tanti miei colleghi imprenditori agricoli. Le possibilità di lavoro ci sono, anche se la paura di contagi è così elevata che diversi agricoltori che hanno sempre vendemmiato manualmente ora pensano alla raccolta meccanica per abbattere i rischi”. Anche Catellani annuncia il primo taglio dei primi grappoli di uva rossa e nera per la prima settimana di settembre: “Il caldo notturno dell’ultimo periodo ha rallentato un po’ la maturazione che pareva correre. Siamo comunque molto fiduciosi sia per la qualità che la quantità: sarà davvero un’annata positiva”.

“Se si prevede una vendemmia 2020 molto interessante, qualche incertezza arriva dagli ordini provenienti sia dalla domanda interna che estera – conclude il presidente di Cia Reggio, Antenore Cervi -. Dopo la riapertura del canale Horeca avvenuta lo scorso 18 maggio, gradualmente il settore si sta rialzando e la forte speranza è che il trend prosegua senza nuovi improvvisi stop. Il settore ha subito danni, soprattutto i produttori che hanno la vendita diretta: nel decreto Rilancio del Governo sono stati stanziati 100 milioni di euro che per metodologia prevista riguarderanno però essenzialmente il Sud e saranno irrilevanti per le nostre produzioni. Vorrei lanciare infine un appello ai reggiani: acquistate vini del territorio, andate nelle cantine. E’ un modo per respirare la componente emozionale che ci sta dietro ogni bottiglia e sostenere l’economia locale in questo momento così delicato”.

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