Home Economia Congiuntura del commercio in E-R: più contenuta la flessione delle vendite

Congiuntura del commercio in E-R: più contenuta la flessione delle vendite

Mentre da un mese sono partiti i saldi invernali, che si spera possano risvegliare i consumi, un segnale di conforto arriva dai dati dell’indagine congiunturale realizzata da Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna, relativa al terzo trimestre 2019. Le vendite a prezzi correnti hanno infatti subito una nuova flessione dello 0,6 per cento nel terzo trimestre del 2019 rispetto all’analogo periodo del 2018 per gli esercizi al dettaglio in sede fissa dell’Emilia-Romagna.

Tuttavia, la minore velocità della discesa apre alla prospettiva di un possibile consolidamento. Anche il saldo tra le quote delle imprese che rilevano un aumento o una diminuzione tendenziale delle vendite si alleggerisce e risale a -0,4 da -4,8 punti. Complice l’effetto della stagionalità, è atteso un miglioramento delle vendite nel corso del quarto trimestre 2019 – dato disponibile prossimamente – tanto che nei giudizi delle imprese si è determinato un miglioramento di 11,5 punti del saldo, risalito da +4,1 a quota +15,6 punti.

Le tipologie. Il dettaglio specializzato non alimentare ha accusato la flessione più ampia delle vendite (-1,1 per cento), le vendite dello specializzato alimentare sono rimaste sostanzialmente invariate, mentre iper, super e grandi magazzini hanno confermato la tendenza positiva seppure solo con un lieve aumento (+0,2 per cento).

La dimensione delle imprese. I dati mostrano una correlazione positiva dell’andamento delle vendite con la dimensione aziendale, con un effetto soglia. La piccola distribuzione, da 1 a 5 addetti, accusa un calo dello 0,9 per cento e le imprese di media dimensione, da 6 a 19 addetti, registrano una correzione più accentuata del 2,0 per cento, mentre la tendenza risulta lievemente positiva per le imprese con almeno 20 addetti (+0,2 per cento).

Il registro delle imprese. La pressione sulla base imprenditoriale del dettaglio si è lievemente rafforzata. Le imprese attive nel commercio al dettaglio erano 43.876 al 30 settembre 2019. Rispetto ad un anno prima la loro consistenza è diminuita del 2,6 per cento (-1.194 unità). L’andamento negativo è dato dall’ampia riduzione delle ditte individuali (-903 unità, -2,9 per cento) e da quella più rapida delle società di persone (-4,0 per cento, -380 unità). Queste risentono dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata, che determina una crescita più contenuta delle società di capitale (+1,8 per cento, +85 unità).

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