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Gazzolo a Legambiente: “L’Emilia-Romagna è la Regione della cura del ferro, e sviluppo sostenibile non vuol dire bloccare la crescita”

“Trasporto pubblico gratuito sui bus di 13 città per 60 mila abbonati al treno, contributi per la rottamazione delle auto private e dei mezzi commerciali più inquinanti, bollo gratis per le auto ibride, 800 nuovi bus e 2mila centraline per la ricarica dei veicoli elettrici in arrivo entro il 2020. E ancora: l’Emilia-Romagna è la Regione della cura del ferro: qui il numero di pendolari è cresciuto del 79,8% nel periodo 2011-2017, l’età media del materiale rotabile è tra le più basse d’Italia e nel 2019 entreranno in circolazione di 75 nuovi elettrotreni. Così come è deciso l’impegno per completare il servizio ferroviario metropolitano di Bologna. Senza dimenticare la sblocco prima e l’inaugurazione ormai prossima del People Mover, il trenino sopraelevato che collega la stazione e l’aeroporto di Bologna. Mi pare quindi che sul nostro impegno per una mobilità davvero sostenibile ci possano essere pochi dubbi. Impegnarsi su queste cose, però, non può vuol dire bloccare la crescita di un territorio”.

L’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, risponde alle critiche di Legambiente Emilia-Romagna innescate dal No dell’associazione alla manifestazione del 9 marzo sulle infrastrutture, organizzata da Regione, territori e parti sociali, dopo l’ennesima battuta d’arresto del ministero dei Trasporti sulle nuove opere pronte a partire in regione: Cispadana, Passante e bretella Sassuolo-Campogalliano.

“La Regione Emilia-Romagna è in prima fila nei fatti per la lotta allo smog che sta a cuore a Legambiente- continua Gazzolo-. Le misure messe in campo negli ultimi anni ne sono la dimostrazione concreta. Azioni capaci di incidere sulla vita quotidiana di lavoratori e studenti, contribuendo a dare un taglio alle emissioni con la collaborazione dei cittadini”.

“Questo però non significa bloccare la crescita- conclude l’assessore-: il nostro modello è quello dello sviluppo sostenibile. L’impatto di tutte le infrastrutture bloccate dal Governo, compreso il Passante di Bologna, è già considerato nelle valutazioni del Piano dell’aria che fissa l’obiettivo di ridurre all’1% la popolazione esposta ai superamenti dei limiti di polveri sottili. E nel rapporto tra infrastrutture stradali e ferroviarie, in questo mandato si è passati da una percentuale di 69 per le prime e 31 per le seconde, a 47,6 per le strade a 52,4 a favore del ferro: un passo avanti eclatante a favore del sistema ferroviario”.

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