Home Parma Barilla acquisterà 120mila tonnellate di grano duro dagli agricoltori dell’Emilia Romagna

Barilla acquisterà 120mila tonnellate di grano duro dagli agricoltori dell’Emilia Romagna

Sono oltre 1.000 le aziende agricole dell’Emilia Romagna coinvolte e circa 20.000 gli ettari che rientrano nei nuovi contratti di coltivazione stipulati dal Gruppo Barilla con gli agricoltori locali. Ben il 75 % dei volumi acquistati dal Gruppo di Parma nel 2018 (90.000 tonnellate) rientra nel progetto grano duro sostenibile che, oltre ad ottimizzare le rese di produzione per gli agricoltori, garantisce una riduzione delle emissioni di co2 e dei consumi di acqua del -20%. In linea con la mission aziendale Good for you, Good for the Planet”.

Il Gruppo Barilla continua così nel percorso virtuoso intrapreso lo scorso anno con i contratti di coltivazione del grano duro e per il biennio 2018-2019 s’impegna ad acquistare dagli agricoltori dell’Emilia Romagna 120.000 tonnellate di grano duro ogni anno. Sono oltre 1.000 le aziende coinvolte nell’accordo mentre la superficie agricola regionale interessata è di circa 20 mila ettari.

 

I contratti di coltivazione di durata triennale 2017-2019 – che prevedono in totale l’acquisto in Emilia Romagna di oltre 330.00 tonnellate da parte del Gruppo Barilla – stanno portando forti vantaggi a tutta la filiera della pasta. Da una parte più remuneratività alle imprese agricole del territorio emiliano-romagnolo, che sono riuscite a spuntare in media un prezzo di acquisto del 15-20% in più rispetto a quello di mercato. Dall’altra un grano duro di altissima qualità per Barilla visto che nel raccolto 2017 si è raggiunto un livello proteico del 15%. Per una pasta top quality!

 

Oltre a un grano duro sempre più amico dell’ambiente, in linea con la mission di Barilla “Good for you, Good for the Planet”. Basti pensare che il 75% del grano acquistato dal Gruppo di Parma nel 2018 sarà coltivato secondo i metodi innovativi del progetto grano duro sostenibile, stipulato nel 2009 con Horta, spin off dell’Università di Piacenza. Questo progetto utilizza il sito di supporto alle decisioni granoduro.net e il decalogo Barilla per la coltivazione del grano duro sostenibile. Si tratta di due strumenti che consentono di ridurre durante la fase di coltivazione le emissioni di CO2 e i consumi di acqua di circa il -20%, oltre a fornire agli agricoltori i giusti consigli per ottimizzare la resa e la qualità della sua produzione. Dal 2016 ad oggi i volumi di grano duro sostenibile acquistati da Barilla sono cresciuti del +40% passando da 65 mila tonnellate a 90 mila tonnellate.

 

Il grano coinvolto sarà principalmente costituito da varietà consigliate da Barilla (Normanno, Pigreco, Cysco, Levante) oltre alle proposte dalle controparti agricole tra le varietà dei grani di alta qualità. I contratti di filiera tra Barilla e la Regione Emilia Romagna hanno dato una spinta decisiva per il rilancio dell’agricoltura cerealicola regionale. Rispetto al 2006, anno di partenza di questa iniziativa, sono state implementate le capacità professionali necessarie al miglioramento della qualità del prodotto, sia in campo che nella fase di gestione e stoccaggio. Le 330 mila tonnellate previste sono addirittura decuplicate rispetto alle 30mila degli accordi di 10 anni fa.

“Questo accordo dimostra che c’è un modo virtuoso di sostenere l’agricoltura nazionale della filiera grano – pasta”, afferma Luigi Ganazzoli, Responsabile Acquisti del Gruppo Barilla. “Attraverso questi contratti di coltivazione stiamo riuscendo finalmente ad aumentare la produzione di grano duro italiano di qualità e a remunerare adeguatamente gli agricoltori che potranno anche programmare al meglio lo sviluppo di mezzi e di risorse. Allo stesso tempo stiamo riscontrando una riduzione dell’ impatto ambientale grazie alla crescita del progetto grano duro sostenibile, in linea con la nostra mission “Buono per Te, Buono per il Pianeta”.