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Un centinaio di penne nere omaggiano il generale Reverberi e i caduti di Nikolajewka

Un centinaio di Penne Nere stamattina a Cavriago e a Montecchio per omaggiare il generale Luigi Reverberi e i caduti della battaglia di Nikolajewka, nel 75° anniversario.

Il sindaco di Cavriago, Paolo Burani, il sindaco di Montecchio, Paolo Colli, vari amministratori di Palanzano (Parma), di Sarmato (PC), diversi Alpini provenienti dal reggiano, dal parmense, dal modenese, dal piacentino, dal milanese, il coro dell’Ana di Canossa, la banda di Montechiarugolo, il presidente emerito degli Alpini di Reggio Ivo Castellani, il presidente degli Alpini di Cavriago Mattia Zurli, il tenente colonnello Vittorio Mancini del Comando brigata “Julia”, un giovane cadetto dell’Accademia di Modena, il comandante maresciallo dei carabinieri di Cavriago Vincenzo Restivo e tanti altri hanno fatto tappa prima a Montecchio, dove si trova la tomba del generale Reverberi, poi a Cavriago, davanti alla casa natale del generale in piazza Zanti e al monumento a lui dedicato in zona Pianella.

“Giornate come queste sono importanti per ricordare e per ricordarci quanto è fondamentale la pace – ha detto il primo cittadino Paolo Burani parlando anche a nome del sindaco di Montecchio Colli -. Bisogna far rivivere la memoria, non dimenticare i fatti del passato e chi ha combattuto per la nostra libertà”. Burani ha poi parlato di Pasquale Corti, reduce di Nikolajewka scomparso nel 2015. “Grazie a lui è nato proprio il monumento dinnanzi al quale ci troviamo oggi. A lui è stato dedicato il film uscito pochi mesi fa ‘Il piombo e la neve’. Ci ha lasciato un messaggio importante: ‘La guerra distrugge, la pace unisce e deve essere l’unico valore per il futuro nel mondo’. Grazie dunque a Pasquale e a tutti gli Alpini che sono un punto di riferimento per le nostre comunità. Oggi sono sempre in prima linea quando ci sono dei disastri e dei terremoti”.

Il tenente colonnello Mancini ha evidenziato quanto “è importante tenere i rapporti con le comunità e con i giovani in particolare, per trasmettere i valori che caratterizzano gli Alpini, come l’operosità e la compartecipazione”. Ivo Castellani ha concluso con un pensiero rivolto ai giovani di ieri: “Hanno donato la loro vita per noi”.