Home Parma Ascanio Celestini, il 25 novembre vi racconto il mio Pueblo

Ascanio Celestini, il 25 novembre vi racconto il mio Pueblo

Sabato 25 novembre alle ore 21, per la rassegna del Teatro delle Briciole «Serata al Parco»,  va in scena al Teatro al Parco « Pueblo», il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini, in scena con il polistrumentista Gianluca Casadei, prodotto da Fabbrica, RomaEuropa Festival e Teatro Stabile dell’Umbria. Il pueblo che dà il titolo allo spettacolo è l’umanità invisibile alla narrazione dominante, sono vite e storie che abitano i margini urbani e sociali ma che, attraverso l’irruzione del prodigioso, acquistano un significato universale, una forza di rappresentazione integrale dell’esistenza umana.

Seconda parte di una trilogia sull’umanità marginale avviata nel 2015 con spettacolo «Laika» , come dichiarato dallo stesso autore «Pueblo» rivive negli stessi luoghi: il bar, il luogo dove tutto accade; il supermercato, il luogo della fatica, come il marciapiede, la fabbrica; la periferia, intesa come margine del mondo, ma anche isola dove l’umanità è più forte, più viva e più visibile proprio perché nessuno guarda.

Violetta, uno dei personaggi della storia, incarna un mondo di disillusioni, di sogni traditi e di vite vissute tra la fatica del quotidiano e la bellezza delle persone che vi si incontrano. Ancora una volta Ascanio Celestini ci trascina tra le chiacchiere di questi disperati, che poi disperati non sono se non agli occhi altrui, e ci restituisce un mondo fatto di povertà ma anche di rara bellezza, di ignoranza ma anche di atavica saggezza, e come nel miracolo finale di «Laika» anche qui si assisterà a prodigi straordinari che nessuno noterà.

«I personaggi di questo spettacolo – racconta Celestini – vivono ai margini della narrazione alla quale siamo abituati. Personaggi che non hanno alcun potere e spesso stentano a sopravvivere, ma si aspettano continuamente che il mondo gli mostrerà qualcosa di prodigioso. Ci credono talmente tanto che alla fine il prodigio accade. Ignorano il potere di Dio o degli eserciti. La loro forza e la loro debolezza sono la stessa cosa, per questo, pur essendo ai margini della società vorrei che riuscissero a rappresentarla per intero. Questo spero di provocare: che lo spettatore professionista borghese, il giovane laureato o lo studente che ancora vive coi genitori si identifichi in un barbone o in una prostituta rumena, non perché vive la stessa condizione sociale, ma la stessa condizione umana».

Info: 0521 992044 |989430 www.solaresdellearti.it/teatrodellebriciole.