Home Lavoro Imprese. Crisi Froneri (ex Nestlè) di Parma: vertice al Ministero si chiude...

Imprese. Crisi Froneri (ex Nestlè) di Parma: vertice al Ministero si chiude con un rinvio. Nuovo Appuntamento tra due settimane

Aggiornato al prossimo lunedì 27 novembre il tavolo ministeriale che sta affrontando la crisi della Froneri (ex Nestlé) di Parma. Questo è l’esito del tavolo di salvaguardia occupazionale, svoltosi il 15 novembreo a Roma nella sede del Ministero dello Sviluppo economico, al quale hanno preso parte i vertici della Froneri Italy Srl, i sindacati di categoria nazionali e territoriali, l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti e la viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova insieme al dirigente ministeriale Gianpiero Castano e al dirigente del ministero del Lavoro Romolo De Camillis.

La vertenza prosegue dopo che è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo, aperta al Ministero del Lavoro lo scorso 29 settembre, per 112 lavoratori di Parma e 8 di Milano, e con dichiarazione di cessazione dell’attività di produzione del sito della città emiliana. Dopo l’indisponibilità dell’azienda di ritirare la procedura per cercare soluzioni in grado di garantire la continuità produttiva ed occupazionale, Ministero del Lavoro, ministero dello sviluppo economico, Regione Emilia-Romagna e il Comune di Parma hanno chiesto ai rappresentanti della multinazionale di prendere in considerazione un percorso finalizzato alla reindustrializzazione del sito produttivo ed alla ricollocazione dei lavoratori interessati, accompagnando il percorso stesso con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali compatibili ed eventuali sostegno alla formazione necessari per favorire la ricollocazione degli eventuali esuberi.

“Le istituzioni- hanno affermato l’assessore regionale Palma Costi e il sindaco Federico Pizzarotti–  sono preoccupate della rigidità dimostrata dalla proprietà. Continueremo a lavorare per convincere i vertici della Froneri a rivedere la propria posizione per favorire un percorso che non faccia perdere al territorio una storia fatta di competenze e capacità produttive e per salvaguardare l’occupazione”.