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Fico-Eatalyworld, Tullia Bevilacqua, (Ugl ER): “No all’alternanza scuola-lavoro che si trasforma in sfruttamento”

“In attesa che vengano fornite risposte in merito alle critiche già sollevate, sposiamo in pieno le perplessità dimostrate da un cartello di studenti universitari, liceali e medi autorganizzati che hanno ricordato come nei progetti di alternanza scuola-lavoro a Fico- Eatalyworld , che ha aperto ieri a Bologna, verranno impiegati 20.000 studenti per complessive 300.000 ore, percorsi di formazione … non retribuita”:

prende posizione il segretario generale di Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua, dopo la manifestazione promossa – con striscioni e fischietti – all’ingresso del parco agroalimentare più grande del mondo da studenti e sindacati di base.

“Al netto dell’euforia e della retorica spesa a piene mani dagli amministratori locali e regionali e dai ministri che ieri hanno partecipato all’inaugurazione di questa sorta di Disneyworld del cibo, vorremmo ricordare che all’interno del Parco esistono decine e decine di luoghi ristoro , ristoranti stellati e non, chioschi, mercatini e botteghe dove acquistare e spendere sarà la prassi, all’insegna del business. E persino le degustazioni e gli assaggi, i corsi nelle fabbriche per imparare i processi di lavorazione dei prodotti enogastronomici e i laboratori dedicati ai bambini saranno tutti con iscrizione a pagamento! Il tutto con la gestione affidata a Fico Eataly World, società controllata dal gruppo internazionale di Farinetti assieme a Coop Alleanza 3.0 e al sistema cooperativo emiliano”: ricorda Tullia Bevilacqua.

 

Con l’intento del segretario generale di Ugl Emilia-Romagna di ricordare che sarebbe opportuno incanalare il programma di alternanza scuola-lavoro verso un paradigma etico-virtuoso-sociale.

Ad oggi l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, anche nei licei, è una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015, quella che l’allora premier Renzi aveva definito: “La Buona Scuola”.

“Nei fatti – commenta il segretario di Ugl Emilia-Romagna – si sono registrate invece decine e decine di casi di studenti (fra il milione mezzo di quelli coinvolti in tutta Italia) che al lavoro o imprese , ma anche in enti culturali, istituzioni e ordini professionali ed associazioni sportive e di volontariato hanno denunciato sfruttamento intensivo e impieghi umilianti”.

Un progetto finanziato con 100 milioni di soldi pubblici l’anno più altri 140 milioni stanziati con il Programma operativo nazionale scuola che il governo ha sbandierato come un “unicum europeo”.

“Ma proprio per questo non vorremmo si trasformasse in un caso limite che tutto il mondo ripudierà. Sarebbe auspicabile che le esperienze scuola-lavoro offrissero a tutti i giovani che si diplomano un effettivo impiego finiti gli studi e non soltanto – come avviene oggi – un obbligo di svolgere lavori che nulla hanno in comune con la formazione scolastica ricevuta”: insiste  sul ruolo sociale dell’impresa  Tullia Bevilacqua che conclude con la necessità di: “rivedere, non come si propone oggi, la legge Fornero affinchè i “vecchi” possano lasciare il posto ai “giovani” nel mondo del lavoro. E’ questo il vero paradosso di un Italia che si vuole fare passare in crescita.