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Carceri e Ospedali psichiatrici giudiziari: a Roma via libera dalla Conferenza unificata alla ripartizione delle risorse tra Regioni e Province autonome

Oltre 11 milioni di euro (11 milioni 46mila) per la sanità penitenziaria e più di 4 (4 milioni 57mila) per il superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari: sono le risorse destinate all’Emilia-Romagna dalla Conferenza unificata, che oggi a Roma ha stabilito la ripartizione tra le Regioni dei fondi destinati a questi settori. Fondi che, a livello nazionale, mettono in campo rispettivamente 165 e 55 milioni di euro.
“Si tratta- commenta il presidente Stefano Bonaccini- di risorse importanti per consentire, in questi due ambiti particolarmente delicati sul piano sociale, un’assistenza adeguata. Siamo soddisfatti di quanto è andato all’Emilia-Romagna, che è stata tra le prime regioni italiane ad accogliere in strutture alternative i propri residenti internati negli Ospedali psichiatrici giudiziari. Il nostro impegno va ora nella direzione di garantire, anche a chi si trova in carcere, il livello di assistenza a cui siamo abituati in Emilia-Romagna”.
Le risorse per la sanità penitenziaria sono dovute alle Regioni in virtù del trasferimento al Servizio sanitario nazionale di tutte le funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle attrezzature e dei beni strumentali afferenti alla sanità penitenziaria. Quest’anno il riparto è stato fondato su una quota indistinta calcolata per il 65% sulla base della incidenza del numero dei detenuti adulti e del numero dei minori in carico ai servizi della giustizia minorile, e per il restante 35% sulla base degli ingressi da situazioni di libertà di detenuti adulti e dei minori. Il fondo rappresenta una spesa obbligatoria per garantire i livelli essenziali di assistenza in ambito penitenziario.
L’altro fondo serve invece a completare il processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, compresi gli oneri legati all’assunzione di personale qualificato da dedicare alle terapie riabilitative necessarie per il recupero e il reinserimento sociale dei pazienti provenienti proprio dagli Opg. Il riparto è stato calcolato unicamente sulla base della popolazione maggiorenne residente.
L’Emilia-Romagna è stata tra le prime regioni italiane in grado di ospitare in strutture alternative i pazienti internati negli ospedali psichiatrici giudiziari. L’1 aprile 2015, come previsto dalla legge, la Regione ha aperto due Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) di Bologna e di Casale Mezzani (Parma), consentendo la dimissione di tutti i ricoverati negli Opg, mentre sono in corso i lavori per la nuova residenza di Reggio Emilia.
Il Piano sociale e sanitario 2017-2019 della Regione Emilia-Romagna, approvato lo scorso 12 luglio, prevede azioni specifiche riferite ai percorsi di cura e di reinserimento sociale per le persone ospitate nelle Rems (Residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza). In particolare, interventi da realizzare da parte del sistema Regione-Enti locali, con la definizione di obiettivi e azioni e il dettaglio dei destinatari, oltre che gli indicatori per la misurazione del risultato. Per quanto riguarda la “Promozione della salute in carcere, umanizzazione della pena e reinserimento delle persone in esecuzione penale”, tra le altre azioni vengono richiamate quelle relative allo sviluppo dei percorsi di cura e reinserimento sociale per le persone ospitate nelle Rems, dalla definizione dei Programmi clinico-assistenziali per ogni detenuto alle attività di promozione di promozione di sani stili di vita.